Moderni per Tradizione Mappa del Sito  |  Ricerca      
Home Page Banco Azzoaglio
Home Page La Banca Le Agenzie Prodotti Risparmio Servizi On Line Notizie Contatti
NOTIZIE
Notizie Locali
Alba
Cairo
Ceva
Monregalese
Azzoaglio
Risparmio Gestito


N O T I Z I E   L O C A L I 

M A R T E D Ì   1 7   O T T O B R E   2 0 1 7 Torna all'Elenco Notizie

VENDEMMIA: PARLA L’ESPERTO

Finalmente possiamo dare per conclusa la vendemmia 2017 ed è giunto il momento di lasciare il campo agli esperti, per cercare di capire come saranno i vini prodotti. Quest’anno ci siamo affidati alle parole di Carlo Arnulfo, enologo, ex docente della Scuola Enologica di Alba e attualmente a capo della Bio-Service di Monforte d’Alba. Ecco le sue valutazioni.

difficile
e complessa
L’annata è stata particolarmente difficile in generale per tutte le colture e anche per la vite. Complice è sicuramente la siccità accompagnata dal gran caldo.
Le prime avvisaglie di un’annata non facile si sono avute in primavera con le gelate di metà aprile, che hanno interessato i fondovalle, incuneandosi anche verso le quote più elevate delle colline. La grandine, primaverile ed estiva, soprattutto nella zona del Barbaresco e in alcune parti del Roero, ha completato l’opera, procurando non pochi danni.
La carenza di piogge è stata il fattore che ha prodotto le maggiori difficoltà per la vite. Veramente già nel 2015-2016 c’erano stati i primi segnali che il clima sta mutando e sta creando qualche seria difficoltà, pertanto l’annata non va valutata isolatamente ma nel contesto di un trend di variazioni climatiche importanti.
Se confrontiamo le epoche fenologiche della vite negli ultimi 25 anni (rileviamo che queste si sono anticipate di 14 giorni nella fioritura, di 14 giorni nell’invaiatura e nella maturazione e di 20-25 giorni per la raccolta) abbiamo la misura precisa di quanto il clima stia cambiando. Anni luce se considero che possiedo una foto scattata nel ‘77 il giorno dopo i Santi con grappoli di Nebbiolo coperti da nevischio e confrontiamo con i grappoli dell’annata in corso già completamente colorati, anche se non completamente maturi, all’inizio di settembre.

clima che cambia:
che fare?
Non dobbiamo sicuramente farci trovare impreparati e mettere in atto una serie di pratiche agronomiche miranti a ostacolare gli effetti riguardanti la siccità e le alte temperature.
Abbiamo avuto qualche suggerimento dalle precedenti annate calde che ci hanno messo di fronte a situazioni difficili da recuperare, come uve scottate dal sole e grappoli sofferenti perché troppo esposti o maturati in anticipo e in condizioni termiche non corrette.
Speriamo questi cambiamenti non riescano a mettere in discussione le storicamente consolidate vocazionalità delle nostre colline e delle esposizioni.

La vendemmia
I primi grappoli a essere staccati durante la prima decade di agosto sono stati quelli destinati alla produzione di spumanti, come il Pinot Nero e lo Chardonnay.
Anche la vendemmia del Moscato è stata precoce ed è iniziata dopo il 20 di agosto.
Dolcetto e Arneis sono stati vendemmiati una decina di giorni in anticipo, anche se alcune vigne più sofferenti sono state raccolte già alla fine di agosto.
Le varietà a ciclo lungo, Barbera e Nebbiolo, hanno fatto segnalare un’inversione di trend; pertanto sono state vendemmiate più tardi se confrontate con le varietà più precoci. La necessità di avere dei vini ricchi in struttura ha suggerito di ritardare la vendemmia e attendere che le componenti non zuccherine arrivassero a essere equilibrate.
Le varietà a ciclo lungo hanno beneficiato meglio delle altre varietà degli abbassamenti di temperatura e delle piogge a cavallo tra agosto e settembre, che hanno interessato le Langhe del Barbaresco, le Langhe del Barolo e il Roero. Fino a fine agosto, purtroppo, le temperature medie erano molto più alte della norma, con punte di 35-36°C durante il giorno e soprattutto temperature notturne sopra i 20°C; dalla seconda decade di settembre la situazione termica ha avuto un cambiamento repentino, con temperature giornaliere massime intorno ai 27-28°C e minime notturne a scendere dai 14°C fino a 7°C. Questa situazione termica, chiaramente, è stata sfruttata al meglio dalle varietà che avevano ancora da completare il ciclo vegeto-produttivo.

Come hanno reagito
al METEO estremo
le diverse varietÀ?
Le varietà molto precoci, Chardonnay e Pinot Nero, pur condizionate dal clima, hanno fornito vini sufficientemente equilibrati; le produzioni sono state contenute perché sono state quelle maggiormente colpite dalla gelata primaverile.
Il Moscato ha fatto segnalare dei cali di produzione importanti; dal punto di vista qualitativo gli zuccheri erano elevati mentre il quadro acido ha segnato il passo. Dal punto di vista aromatico si evidenzia un calo di sensazioni odorose tipiche rispetto ad altre annate e uno spostamento verso sensazioni mielose e a tratti di frutta secca.
L’Arneis è maturato abbastanza precocemente; l’uva, come le altre varietà a ciclo medio, è risultata ricca in zuccheri, con acidità totale sotto la media, soprattutto a causa dell’acido malico quasi assente; il quadro generale dei vini è spostato verso alcolicità elevate e un quadro olfattivo che spazia dal fruttato verso il floreale.
Le varietà rosse a ciclo medio, come il Dolcetto, sono quelle che hanno sofferto maggiormente, fornendo produzioni limitate per via della dimensione ridotta degli acini; pur nella variabilità delle situazioni legate alle esposizioni e al tipo di terreno, i vini si presentano di alcolicità e colore elevati, non sempre bilanciati con le altre componenti; nella struttura prevale la componente tannica. Queste sono anche le varietà in cui l’elevata presenza di zuccheri ha indotto alcuni produttori in frettolose vendemmie, lasciando nella vigna parte della qualità.
Il Barbera è la varietà che ha fornito buone produzioni e vini ampi nei caratteri e molto alcolici, ricchi in colore e corpo, dall’acidità bilanciata rispetto agli altri componenti. È il caso di affermare che questa è una varietà che reagisce bene a climi caldi e asciutti.
Il Nebbiolo, dopo i primi dubbi emersi, pur essendo un vitigno più adatto a climi temperati piuttosto che a quelli caldi e pur avendo evidenziato invaiature troppo precoci, ha sorprendentemente recuperato un’ottima qualità. Alla vendemmia i grappoli si presentavano vellutati, ricchi in colore e zuccheri, con quadro polifenolico di tutto rispetto e un’acidità bilanciata rispetto agli altri componenti. Bisognava solo pazientare e piano piano la varietà, approfittando dei cambiamenti climatici del mese di settembre, ha completato il ciclo di sviluppo, rallentato durante le calure estive, e ha guadagnato una qualità pari a quella ottenuta nel 2016. Occorre quindi non farsi guidare dalla fretta e iniziare a interpretare correttamente i segnali che la pianta ci fornisce in merito al decorso della maturazione. Le fermentazioni del Nebbiolo (Bararesco e Barolo) sono ancora in corso e i vini possono già essere apprezzati: nel complesso sono generosi e ricchi.

Carlo Arnulfo
Bio-Service

Il Corriere di Alba

 


17 OTTOBRE 2017
Notizie Locali
- VENDEMMIA: PARLA L’ESPERTO

- PASTA ITALIANA, POCHE TUTELE

- LA PASSIONE DELL’ORTO PER 6 ITALIANI SU 10

- LA CINA È VICINA (E LA UE CE LA PROPINA)

ALTRE NOTIZIE DEL GIORNO
Alba

- CIMICE ASIATICA FLAGELLO DA ARGINARE TECNICI AL LAVORO SULLE CONTROMISURE

- NELLE PROMESSE DI DELRIO MANCANO 120 MILIONI DELLE OPERE ACCESSORIE

- VACCINAZIONI: RICHIAMI ASL VANNO A SBATTERE SUL MURO DELLE FAMIGLIE «NO VAX»

- «QUATTRO PARCHEGGI DI SCAMBIO PER RISOLVERE I PROBLEMI DEL TRAFFICO»
Ceva

- CASTIGLIONE FALLETTO TROVATE LE SPOGLIE DI ACEFALO

- NEIVE REGOLAMENTO VIETA SPUTI SU SUOLO PUBBLICO

- DIANO D’ALBA VA AVANTI IL PROGETTO “LANGA DEL SOLE”

- LA MORRA UNA LEZIONE TRA I FILARI DI VITE

© 2001 BANCO AZZOAGLIO