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PASTA ITALIANA, POCHE TUTELE

Con 7,65 miliardi di chili di cereali importati dall’estero nel 2016 scoprire che sono stati esaminati solo 25 campioni e che nessuna analisi è stata eseguita per il glifosate, dovrebbe essere motivo di preoccupazione per un Paese che è leader nella qualità e nella sicurezza alimentare. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al piano di controllo sule micotossine del Ministero della Salute.
«Una imprenditoria sana e responsabile – prosegue Coldiretti –, si porrebbe l’obiettivo di aumentare i controlli a tutela dei qualità dei propri prodotti e a garanzia dei consumatori soprattutto con riguardo al miliardo di chili di grano duro proveniente dal Canada sul quale è stato usato in preraccolta il discusso erbicida glifosate». Un erbicida vietato in Italia perché sospetto cancerogeno, che non è stato oggetto di analisi del rapporto. Neppure ne è stata fatta la ricerca sistematica dei residui sul 100% del prodotto importato. «Usare il solo parametro delle micotossine per disinnescare l’allarme tossicologico sul glifosato è un errore di prospettiva nel momento in cui tutto il dibattito a livello europeo e internazionale è spostato sull’autorizzazione del rinnovo di questa sostanza».
«Per questo – continua Coldiretti – ci auguriamo che gli industriali della pasta si uniscano a noi nel chiedere che i limiti massimi di residui dello stresso glifosate debbano essere precauzionalmente rivisti in ragione dell’incertezza scientifica sui rischi per la salute oggetto dell’attuale dibattito tra le agenzie europee. Si preferisce invece speculare per sottopagare gli agricoltori italiani proprio in una annata che ha visto un crollo di almeno il 10% del raccolto di grano duro a seguito della contrazione delle semine e della raccolta dovuta alle quotazioni insostenibili, e all’andamento climatico che però ha garantito una qualità straordinaria in termini di contenuto proteico e parametri di panificazione o di pastificazione. Oltre alla totale assenza di micotossine pericolose per la salute».

R. S.

Il Corriere di Alba

 


17 OTTOBRE 2017
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