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IL COLLEGAMENTO NUOVO OSPEDALE SU UNA CATTIVA STRADA?

ALBA – Volendo spiegare il concetto di surrealismo ricorrendo a un esempio pratico, la vicenda del collegamento col futuro ospedale di Alba e Bra è un perfetto esempio del surreale applicato alla gestione della cosa pubblica.
Il problema sta in questi termini: abbiamo un ospedale in via di costruzione per sostituire quelle due dimore storiche che ospitano “San Lazzaro” e “Santo Spirito”. Il progetto poggia su una foresta di pali franchi e su un piano economico di 350 milioni di euro. Una fondazione privata nella quale convergono molti imprenditori, istituti di credito, professionisti e aziende multinazionali sta lavorando accanto al pubblico per fare squadra e aiutare la realizzazione del progetto. Il problema è quello per cui non si trova un modo di collegare questo venturo polo sanitario al mondo civile. O meglio, di modo ce n’è solo uno: fare una strada che arrivi all’ingresso dell’ospedale di Verduno e, dall’altra parte, si attacchi alla Provinciale 7 o a uno svincolo dell’At-Cn, altro capolavoro della fantascienza applicata alla costruzione delle infrastrutture.
Non si tratta di fare la Transiberiana, ma poche centinaia di metri. Che però, allo stato attuale, potrebbero venire a costare 9 mila euro al metro lineare, e cioè 15 milioni. Come se non bastasse, la strada non sarebbe nemmeno un gran belvedere e si mangerebbe, dal Toetto verso l’ospedale, tanto terreno fertile: una contraddizione pesante in un momento in cui il “risparmio di territorio” sta diventando non una tendenza, ma una necessità. Per completare la ricetta, bisogna aggiungere una bella quantità di A33, l’autostrada che ha dimostrato che la via più breve per congiungere due punti non è la linea retta, senza che i progettisti venissero almeno insigniti del premio Nobel.
E poi non dimenticate il ruolo, per ora fondamentale nella storia, svolto da una colonia di pipistrelli che vivono nel Roero, a Santa Vittoria, ma vogliono essere sicuri di non dover cambiare le abitudini di volo che li portano verso il Tanaro. Dove, ognuno di loro, toglie di mezzo anche 3.000 zanzare ogni notte d’estate. D’inverno, invece, vanno in letargo.
Nella questione si è inserito da qualche tempo anche un comitato spontaneo di cui fanno parte numerosi residenti del Toetto, che stanno portando avanti una proposta che prevede lo spostamento del tracciato stradale e un collegamento breve e di semplice realizzazione. Specialmente in relazione al progetto di una strada da costruire con pali e soletta in quanto tracciata, in parte, su una frana attiva.
Ecco spiegato il motivo di un costo almeno triplo rispetto allo standard. Di tutte queste cose si è parlato lunedì sera nel corso di una serata promossa dal Centro studi “Pierino Belli” per discutere sul tema “15 o 5 milioni. Una strada per il nuovo ospedale”. All’incontro, moderato dall’avvocato Massimo Corrado, ha preso parte l’Osservatorio per la Tutela del Paesaggio di Langhe e Roero, con la relazione del presidente, architetto Silvio Veglio, e le immagini fornite dal dottor Franco Bartocci in collaborazione con il Gruppo Fotografico Albese.
Adesso torniamo seri per qualche riga. L’Osservatorio Paesaggio ha spedito alla Provincia di Cuneo (a Giuseppe Rossetto e all’ingegner Novello) una lettera nella quale presenta un’ipotesi alternativa al collegamento che intercetterebbe la Sp7 nei pressi del distributore che precede l’area industriale di Verduno. In pratica si tratta di una bretella di lunghezza inferiore al chilometro, pendenza compresa entro il 6%, un tornante e una quota di partenza più alta rispetto alle altre ipotesi.
L’idea, in pratica, rinnova e modifica l’ipotesi di collegamento che sarebbe stato naturale mettere in atto se nei pressi ci fosse ancora il casello di Alba. Proprio quello che si è deciso di spostare più vicino a Roddi, a poca distanza dalla rotatoria che immette nella zona industriale e dalla chiesetta di S. Antonio. Avrete già capito che lo spostamento della barriera di esazione di Alba Ovest è proprio dovuto ai pipistrelli della grotta di Santa Vittoria. Infatti il luogo è sottoposto a vincolo in quanto “Sic” (Sito d’Interesse Collettivo) proprio per la presenza della colonia di chirotteri.
In ogni caso la proposta è stata inoltrata agli uffici competenti e ora si attendono valutazioni e risposte. Anche per il fatto che la Regione, per il collegamento all’ospedale, ha messo a disposizione della Provincia 3.5 milioni di euro. Arrivare a 15 vuol dire dare ancora un bel pezzo di strada, in tutti i sensi. E – anche se l’opera dovrebbe rientrare nelle famose “compensazioni” per l’autostrada – di questi tempi è molto difficile trovare compagni di viaggio.
Tornando alle valutazioni “di colore”, credo sia permesso al cronista un sorriso tra l’amaro e il surreale. Che nasce dalla constatazione per cui, quando si parla di territorio, di opere pubbliche, di progetti, costi, soldi (soldini nostri, per altro…), di strade e autostrade, di valutazione preventiva di come tutte queste cose impattano col nostro ambiente e quanto rendono in rapporto ai sacrifici che impongono, la sensazione è quella di ascoltare un concerto di musica sinfonica contemporanea: ognuno per sé e Dio per tutti. Ed un programma replicato per tante di quelle stagioni da essere quasi museale.
Repetita juvant? Anche questo non è vero: più si parla e più si trovano argomenti per continuare a parlare. Quando si tratta di opere pubbliche il tempo non è galantuomo, è lievito per pandori. E si diverte a prendere in giro i tecnici che, in stanze segrete, tracciano linee, quote, prevedono raccordi, ingressi, uscite, caselli, tunnel che poi – in pratica – si pesteranno i piedi uno con l’altro.
L’unica cosa che condividono è la certezza che stanno lavorando dove peggio non si sarebbe potuto. Auguri!

Beppe Malò

Il Corriere di Alba

 


31 GENNAIO 2012
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