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VIA LIBERA UE SULL’USO OGM, UNA QUESTIONE CHE DIVIDE
 ALBA - Ogm sì? Ogm no? Un po’ come Coppi o Bartali, come Rivera o Mazzola: anche gli organismi geneticamente modificati animano il dibattito e spaccano in due l’opinione pubblica. In realtà la spaccatura non è proprio posta a metà: almeno dal punto di vista mediatico sono più gli Ogm-scettici, rispetto ai favorevoli. C’è tuttavia un dato di fatto: chiunque esprima un’opinione lo fa per una propria convinzione, o etica se vogliamo, ma un univoco riscontro scientifico ad oggi non c’è. La stessa Unione europea basa le proprie normative sul principio della precauzione: vale a dire, nel dubbio meglio dire di no. Ma siamo davvero sicuri che questa salomonica posizione sia alla fine quella più giusta? Ad aggiungere pepe a una contrapposizione forte, ci ha pensato proprio la Commissione europea, che lo scorso 2 marzo, ha annunciato il via libera alla coltivazione della patata geneticamente modificata Amflora «per uso industriale», nonché l'utilizzo dei prodotti dell'amido della stessa Amflora come mangime. Un vero e proprio sdoganamento, dunque, dopo un embargo reso sempre più difficile dalla globalizzazione e dalle economie forti (Stati Uniti in testa), che ormai hanno puntato decisamente sui prodotti agricoli modificati dal punto di vista genetico, in quanto economicamente vantaggiosi. Giusto pensare al vantaggio economico ignorando le ripercussioni sulla salute umana (e del mondo)? Abbiamo deciso di dare spazio al partito del no e del sì ispirandoci alle posizioni espresse da due personaggi da anni impegnati su queste importante tematiche: Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, e Dario Bressanini, firma della rivista “Le Scienze”. Il primo, dalle colonne di un settimanale nazionale, ha pubblicato un decalogo contro gli Ogm; il secondo sul blog de “Le Scienze” ha ribattuto colpo su colpo (nel box a fianco i punti in discussione). Intanto il Vaticano, notoriamente contrario all’ingegneria genetica applicata all’umanità, ribadisce la sua approvazione agli Ogm, se servono per combattere la fame nel mondo. Il cardinale Sanchez Sorondo ha affermato che lo sviluppo di sementi transgeniche per combattere la fame è «un fatto positivo», e può aiutare a far affermare «la giustizia tra i beni e le persone».
Vincenzo Nicolello
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