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CIMICE ASIATICA FLAGELLO DA ARGINARE TECNICI AL LAVORO SULLE CONTROMISURE

Una soluzione al problema della cimice asiatica, che da alcuni anni ha trovato casa anche in Italia e ora sta creando seri problemi al comparto agricolo della Granda, con la corilicoltura in testa, non può essere trovata senza un’approfondita ricerca, che tenga conto anche della necessità di salvaguardare l’ambiente e la qualità dei prodotti locali.
Lo pensa Coldiretti, che mercoledì scorso ha promosso a Cherasco un convegno dedicato alla questione; lo pensa anche la Fondazione Crc, che per il progetto di lotta all’insetto ha da subito stanziato 300mila euro; lo pensano infine gli agricoltori stessi, intervenuti numerosi all’incontro. Oltre settecento infatti i presenti, che si sono confrontati con uno scenario decisamente complicato.
Da un lato infatti ci sono i danni causati in pochi anni dalla presenza di un insetto che, entrato in contatto con le coltivazioni del Cuneese, ne sta compromettendo in modo serio la produzione. Dall’altro la necessità di ricorrere a soluzioni rispettose dell’ambiente, che non si limitino a debellare un problema causandone altri. Uno scenario, insomma, simile a quello che si era presentato neanche troppi anni fa, quando il cinipide aveva decimato la castanicoltora della Granda: anche oggi serve una ricerca approfondita e una soluzione concreta e realizzabile.
A moderare il convegno di Cherasco è stato il direttore di Coldiretti Cuneo, Tino Arosio, che ha precisato fin dall’inizio: «Non siamo qui a indicare soluzioni miracolistiche, ma quello che è stato fatto e si farà in concreto grazie alla squadra di lavoro che coinvolge in primis l’Università di Agraria di Torino, la Fondazione Agrion e i nostri tecnici dell’Agenzia 4A, grazie a un progetto pluriennale finanziato dalla Fondazione Crc».
L’idea è quella di studiare il metabolismo della cimice asiatica, per sviluppare un intervento che la colpisca allo stadio primordiale (neanide). Questo consentirebbe di arginare la problematica prima che le cimici si sviluppino sulle varie colture con la stagione proficua.
Secondo il professor Alberto Alma, coordinatore scientifico del progetto, i primi riscontri sono già incoraggianti: «La natura impiega anni a ristabilire l’equilibrio dei danni causati dall’uomo, ma tra le diverse strategie di difesa l’ipotesi che stiamo sperimentando oggi sta già dando dei primi risultati».
Giorgio Ferrero, assessore regionale all’Agricoltura ha inoltre aggiunto: «Nell’ambito agronomico la globalizzazione ha aumentato le potenzialità economiche delle aziende, ma dall’altra le ha esposte a nuove sfide, tra le quali la cimice asiatica. La Regione è attiva anche ai tavoli nazionali per sbloccare la normativa sull’introduzione degli insetti antagonisti e a livello regionale stiamo lavorando alla creazione di un bando destinato all’acquisto di reti antinsetto».
A concludere il convegno sono stati i contributi dei tecnici dell’Agenzia 4A Coldiretti: «È importante collaborare tutti, facendo filiera, per attuare una corretta lotta integrata all’insetto, adottando i metodi di lotta sostenibili, salvaguardando l’immagine green dell’agricoltura cuneese, guadagnata sul campo con tanti anni di azioni che non hanno mai sottovalutato il rispetto ambientale».

Alessandro Cristiano

Il Corriere di Alba

 


17 OTTOBRE 2017
Alba
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