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CANDIDATURA UNESCO, PIÙ PESO E TEMPI STRETTI PER LA FONDAZIONE

TORINO – Si svolge oggi, 6 settembre, presso gli uffici della Regione la riunione di coordinamento territoriale delle province di Alessandria, Asti e Cuneo in vista del proseguimento del percorso che dovrà portare alla presentazione del dossier di candidatura alla tutela Unesco per il territorio disegnato dai filari. All’incontro prenderanno parte anche Roberto Cerrato e Giuseppe Rossetto, ai quali spetta il ruolo di coordinatori tecnico e politico per la candidatura dei “Paesaggi vitivinicoli tipici di Langhe, Roero e Monferrato”. Insieme con i colleghi di Asti e Alessandria e con l’assessore regionale alla Programmazione territoriale Ugo Cavallera, la riunione sarà l’occasione per approfondire alcuni aspetti importanti nel completamento del percorso d’avvicinamento alla presentazione della candidatura.
«Uno degli argomenti più importanti – spiegano Rossetto e Cerrato – sarà la fondazione che si dovrà creare a sostegno della candidatura». In questo senso si discuterà in merito al cronoprogramma che dovrà portare alla creazione della fondazione, alla quale parteciperanno le tre province e che dovrà diventare il riferimento comune e portante nell’edificazione del progetto.
Nel merito, almeno in un primo momento, si riteneva che la fondazione sarebbe stata un momento successivo al riconoscimento. Con ogni probabilità la riunione di oggi sancirà invece una cronologia diversa, dando il via libera alla creazione dell’ente come “premessa” ai passaggi successivi.
«Il problema del disporre di un filo guida, di un tema conduttore – spiega Giuseppe Rossetto – sarebbe stato risolto se il Piano Paesaggistico fosse diventato un vero strumento operativo. Non essendo così (il piano non è infatti stato approvato dall’Assemblea regionale, ndr), dovrebbe essere la fondazione a farsi carico di un ruolo guida, unificante, rappresentativo e autorevole, espresso dal territorio, ma senza premesse o rivendicazioni di campanile». «Questa occasione – sottolinea Roberto Cerrato – è determinante per il nostro territorio, che ha 80 Comuni compresi tra le “core” e le “buffer zone”, e lo è per il futuro turistico complessivo della regione. Bisogna riuscire, anche puntando sui giovani, a creare coscienza e consapevolezza del plusvalore rappresentato dal riconoscimento Unesco».
Nel corso della riunione di coordinamento si parlerà anche del futuro piano di gestione, di piani regolatori e delle variazioni necessarie per disporre di strumenti urbanistici coerenti con le verifiche che saranno messe in atto dai tecnici Unesco. (B. M.)

Il Corriere di Alba

 


07 SETTEMBRE 2010
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